
La creatività è senza dubbio un fenomeno individuale. Accade abbastanza di frequente che gruppi di lavoro non ben strutturati e mal coordinati costituiscano addirittura un freno all’espressione creativa. Ciò può avvenire per tre ragioni, che vengono di seguito illustrate.
In primo luogo , se la fase della produzione di idee non viene separata dalla fase di valutazione , ogni timido tentativo di manifestare una nuova idea viene immediatamente stroncato da una valanga di critiche , magari ragionate e ben motivate, che però impediscono qualunque approfondimento.
Questo tipo di atteggiamento del gruppo determina un aumento delle inibizioni , così che tutti finiscono col mantenere il proprio pensiero all’interno di schemi consolidati che l’esperienza dimostra difendibili senza troppa difficoltà: ovviamente non è detto che non si ottengano miglioramenti agli schemi esistenti, essi saranno però, in generale , di tipo incrementali e senza salti rilevanti.
Infine, l’atmosfera di gruppo può produrre una radicalizzazione delle posizioni: ciascuno si sente spinto a difendere le proprie idee in modo aprioristico per una malintesa interpretazione del proprio ruolo all’interno del gruppo stesso; può succedere allora che alla fine le idee finiscano con l’essere selezionate non per i loro meriti intrinseci ma in base alla capacità dialettica o all’aggressività del proponente.
Gli aspetti negativi possono essere attenuati o limanti del tutto con una corretta gestione delle riunioni e con l’uso di tecniche appropriate. In questo caso il contributo alla creatività può essere molto significativo , perché il gruppo stesso è una fonte inesauribile di stimoli, che hanno effetto positivo sulla generazione di idee; il gruppo , inoltre , costituisce un potente strumento , oltre che per la produzione , anche per la selezione , la modifica e l’adattamento di idee.
Per poter esprimere in positivo elementi di creatività, il gruppo deve basarsi su condizioni di equilibrio interpersonale (sono state sviluppate tecniche per la risoluzione dei conflitti all’interno del gruppo, vedere appendice : “ Il metodo delle costellazioni sistemiche”) che consentono l’utilizzazione dei seguenti procedimenti:
* ll congelamento e il conseguente differimento del giudizio critico nei confronti della produzione di idee
* la separazione del momento ideativo dal momento decisionale
* la stimolazione reciproca delle catene associative mentali
* la trasformazione dei cosiddetti materiali inconsci
In sostanza sotto determinate condizioni ambientali e interpersonali, il gruppo può non solo sommare le potenzialità inventive dei singoli , ma anche moltiplicare le une con le altre , grazie ad un effetto a rimbalzo di stimolazione collegiale. Ogni contributo formulato da un componente del gruppo rinnova le prospettive ideative di tutti gli atri . Ciò consente con molta fluidità la realizzazione del cambiamento di orizzonte dal quale far emergere più adeguate soluzioni ai problemi trattati. Per questa ragione si è cercato di codificare alcune regole , necessariamente non troppo rigide, da seguire per sfruttare nel modo migliore la potenzialità creative dei gruppi. Sono nate così diverse tecniche , tra cui sono gradualmente emerse per efficacia pratica quelle del “ brainstorming “e dei “ sei cappelli”.





